Marzia Tachis – Classe 5C

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Marzia Tachis - Classe 5C Liceo Artistico figurativo

Marzia Tachis - Classe 5C Liceo Artistico figurativo

Marzia Tachis – Classe 5C

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Il logo si compone di tre fondamentali aspetti: il “DN” scritto con lo stesso carattere dell’industria Ferrero, “Alb” scritto con un carattere corsivo elegante e ricercato, e la nocciola finale ad indicare la lettera “a”.
Lo studio legato a questo logo vede la ricerca dell’inserimento al suo interno delle caratteristiche industriali, tradizionali e territoriali albesi, puntando alla ricerca di immagini simbolo della cittadina Piemontese. L’uso del carattere dell’industria dolciaria Ferrero serve per l’appunto a richiamare l’aspetto industriale della città, usando direttamente il logo dell’industria più famosa su scala mondiale: inoltre la scritta inizialmente proponeva tre diverse proposte cromatiche che potessero richiamare o all’industria stessa con l’uso del giallo o ai prodotti venduti con il rosso della scritta della “Nutella” o ad un prodotto più contadino e territoriale come l’uva con l’uso di un color vinaccia per creare contrasto tra il “DN” e la “a” finale che diventa nocciola, e per creare una continuità in primis tra l’aspetto industriale e territoriale all’interno delle lettere “DN” e in secondo luogo tra la “N” e la “A” di “Alb” che, legandosi intorno alla lettera “N” vuole sia richiamare la continuità ed il legame tra le due lettere, sia richiamare i viticci delle viti.
L’uso del carattere corsivo, invece, vede una ricerca più legata all’aspetto “classicheggiante” della città di Alba: preferendo una ricerca a livello ideale, quasi romanzata piuttosto che l’inserimento di un elemento architettonico tipico della città, con questa morbida scritta si vuole richiamare l’aria romanzesca, antica e classica che si cela tra le strade, come una sorta di nebbia che si innalza dal terreno appena arato e si concretizza nella scritta che, legandosi all’industria con una sorte di viticcio, è però ancora una città fortemente legata alla tradizione e al territorio, non a caso la “b” non è più una semplice lettera, ma si sta già mutando in una nocciola: il frutto del territorio albese. Ecco perché la decisione di usare l’immagine di quello stesso frutto per indicare la lettera finale “a” per legarsi direttamente alle tradizioni.
La ricerca cromatica vuole proprio ricercare ed evidenziare i colori tipici della città, ovvero i colori legati alla tradizione contadina ancora tanto viva, essi si individuano nei frutti che questa terra produce, ovvero con i grappoli d’uva e con le nocciole, ma anche nella terra stessa, con le sue lunghe distese di foglie di viti verdi e con il colore della Madre Terra senza la quale tutto ciò non sarebbe possibile.

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Il logo si compone di tre fondamentali aspetti: il “DN” scritto con lo stesso carattere dell’industria Ferrero, “Alb” scritto con un carattere corsivo elegante e ricercato, e la nocciola finale ad indicare la lettera “a”.
Lo studio legato a questo logo vede la ricerca dell’inserimento al suo interno delle caratteristiche industriali, tradizionali e territoriali albesi, puntando alla ricerca di immagini simbolo della cittadina Piemontese. L’uso del carattere dell’industria dolciaria Ferrero serve per l’appunto a richiamare l’aspetto industriale della città, usando direttamente il logo dell’industria più famosa su scala mondiale: inoltre la scritta inizialmente proponeva tre diverse proposte cromatiche che potessero richiamare o all’industria stessa con l’uso del giallo o ai prodotti venduti con il rosso della scritta della “Nutella” o ad un prodotto più contadino e territoriale come l’uva con l’uso di un color vinaccia per creare contrasto tra il “DN” e la “a” finale che diventa nocciola, e per creare una continuità in primis tra l’aspetto industriale e territoriale all’interno delle lettere “DN” e in secondo luogo tra la “N” e la “A” di “Alb” che, legandosi intorno alla lettera “N” vuole sia richiamare la continuità ed il legame tra le due lettere, sia richiamare i viticci delle viti.
L’uso del carattere corsivo, invece, vede una ricerca più legata all’aspetto “classicheggiante” della città di Alba: preferendo una ricerca a livello ideale, quasi romanzata piuttosto che l’inserimento di un elemento architettonico tipico della città, con questa morbida scritta si vuole richiamare l’aria romanzesca, antica e classica che si cela tra le strade, come una sorta di nebbia che si innalza dal terreno appena arato e si concretizza nella scritta che, legandosi all’industria con una sorte di viticcio, è però ancora una città fortemente legata alla tradizione e al territorio, non a caso la “b” non è più una semplice lettera, ma si sta già mutando in una nocciola: il frutto del territorio albese. Ecco perché la decisione di usare l’immagine di quello stesso frutto per indicare la lettera finale “a” per legarsi direttamente alle tradizioni.
La ricerca cromatica vuole proprio ricercare ed evidenziare i colori tipici della città, ovvero i colori legati alla tradizione contadina ancora tanto viva, essi si individuano nei frutti che questa terra produce, ovvero con i grappoli d’uva e con le nocciole, ma anche nella terra stessa, con le sue lunghe distese di foglie di viti verdi e con il colore della Madre Terra senza la quale tutto ciò non sarebbe possibile.

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